Non basta valutare l’efficacia del trattamento delle acque reflue: è fondamentale considerare anche la qualità dei reagenti utilizzati e il loro impatto sui fanghi di depurazione, soprattutto in relazione al possibile utilizzo agronomico.
È questo il messaggio al centro dell’intervento presentato a ECOMONDO 2026, a Rimini, da Andrea Gialdrone, Commercial Office di Altair Chemical, nell’ambito del programma Call for Papers.
La presentazione, dal titolo “Impurità metalliche nei coagulanti a base di ferro: implicazioni per la qualità dei fanghi e la sostenibilità del trattamento delle acque reflue”, ha illustrato i risultati di una ricerca condotta dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, con il sostegno di Altair Chemical.
Cosa emerge dallo studio?
Le impurità metalliche presenti nei coagulanti a base di ferro vengono trasferite prevalentemente alla fase solida durante il trattamento, contribuendo al carico di contaminanti nei fanghi.
Nelle condizioni analizzate, l’impiego di coagulanti con elevati livelli di impurità può determinare un apporto di contaminanti fino a circa 20 volte superiore per il piombo, 12 volte per il nichel e 4 volte per il cadmio, rispetto a reagenti di maggiore purezza.
Quali conseguenze per l’utilizzo agronomico dei fanghi?
I fanghi di depurazione possono rappresentare una risorsa per l’agricoltura, grazie al recupero di sostanza organica e nutrienti. Il loro impiego, però, è subordinato al rispetto di precisi requisiti di qualità e limiti sui contaminanti.
Un maggiore apporto di metalli pesanti da parte dei coagulanti può quindi limitarne le possibilità di valorizzazione agronomica, riducendo le opportunità di recupero nell’ottica dell’economia circolare.
La qualità dell’acqua trattata e quella dei fanghi prodotti sono due aspetti dello stesso processo. La scelta dei coagulanti deve considerare non soltanto l’efficienza della depurazione, ma anche le impurità introdotte e il loro destino.
È su questa attenzione alla qualità che si innesta anche l’esperienza industriale di Altair Chemical, produttrice di cloruro ferrico di elevata qualità attraverso processi che valorizzano materiali di recupero. Un percorso riconosciuto a Ecomondo 2024, quando l’azienda è stata tra le dieci realtà premiate al Premio per lo Sviluppo Sostenibile nella categoria Economia Circolare.
Ricerca scientifica e innovazione dei processi produttivi contribuiscono così a un obiettivo comune: una depurazione più efficace e sostenibile, dalla qualità dell’acqua al possibile recupero dei fanghi.